lundi 23 novembre 2009

Ali di Babbo – Milena Agus

Dedico questa bellissima storia a tutti gli amici sardi e gli amici italiani che amano "sa Sardinia".


A madame vogliamo bene. Come non volergliene quando ti porta il pane e la pasta fatti in casa e i dolci e d'estate i pomodori con il gusto di quando gli adulti erano piccoli. Ma pensiamo che è matta per questa sua follia di voler salvare, da sola, la Sardegna dal cemento, di non vendere e rimanere povera, di impedire anche a noi di diventare ricchi.


Nella mia famiglia, l'unica oltre ai vicini e a madame ad abitare qui tutto l'anno, anche nonno prima la pensava cosi', invece ora dice che nella vita si fanno tanti sforzi per adattarci al pensiero dominante, che ci sembra il migliore perché è quello della maggior parte della gente, mentre in molti casi dovremmo usare le energie per cambiarlo, questo modo di pensare comune, e qualcuno bisogna pure che inizi.

A proposito dei vicini e del fatto che loro vorrebbero vendere, madame non capisce come delle persone cosi' religiose e buone, che fanno la preghiera prima di mangiare per ringraziare Dio del cibo, non lo ringrazino anche per questo pezzo di paradiso terrestre e vogliano permettere che costruiscano tanti cubi di cemento, ciascuno con il suo praticello all'inglese e tante strade adatte alle macchine e tutto per i soldi. Come se non si dovesse difendere l'opera del Signore anche quando non ci fa comodo.

Quando i costruttoti dei villagi turistici fanno visita a madame, lasciano le loro belle auto vicino alla statale e madame va a prenderli all'inizio della strada bianca con la sua Ferrarina scassata, che tanto di piu' non si puo' ammaccare. Ai costruttori madame ripete sempre che non puo' vendere, perché vive di questo posto, delle colture e della casa albergo. Allora i costruttori cercano di farle capire che se vendesse non avrebbe certo bisogno della frutta e verdura per vivere, né di fare la serva a non piu' di otto ospiti, con tutto il rispetto, e scusando la volgarità, rincoglioniti, che camminano per chilometri sotto il sole e fra le spine prima di arrivare al mare.

Appena trasferiti qui, chiesero a nonno di vendere, e poi anche ai vicini. Tutti pensammo che la Fortuna girasse di nuovo a nostro favore, che forse in fondo babbo avave ragione, ma i costruttori dei nostro terreni ai margini e senza accesso al mare non se ne facevano niente, se non vendeva madame, che aveva la terra proprio in mezzo e sopratutto confinante con la spiaggia.



Poi, con il tempo e l'amicizia di madame, nonno ha cambiato idea e secondo mamma ad ammazzare nonna Elena è stato soltanto babbo, ma anche madame, che ci ha impedito di diventare nuovamente ricchi e ha fermato con le sue mani la ruota della Fortuna. Ma la speranza c'è sempre. I costruttori tornano. Madame è gentile e carica le loro auto di ogni bendiddio. Ma di vendere nemmeno per sogno.



I vicini, per quello che li riguarda, pensano che Dio abbia qualche suo piano imperscrutabile a proposito di questa terra e si serva, par attuarlo, di una povera donna come madame, senza marito e senza titolo di studio, e diciamolo, senza cervello. Nonno i costruttori li odia e quando vengono va al cancello e li fissa senza parlare in modo minaccioso come se fossero dei ladri e non dei benefattori che vogliono farci diventare ricchi.

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